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"La mafia uccide, il silenzio pure."

La rotta dei poeti

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Gli alunni dell' Istituto “R. Pilo” di Palermo premiati per la loro poesia su Peppino

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Gli alunni dell’Istituto “R. Pilo” di Palermo sono stati premiati al Concorso nazionale letterario “Artisti” per Peppino Impastato a cui hanno partecipato con la poesia “Il ricordo del 9 maggio”. Giovanni Impastato è stato presente alla giornata di conclusione dell’anno scolastico durante la quale il premio è stato consegnato agli allievi.

La cerimonia di premiazione del concorso letterario arrivato alla sua seconda edizione, presieduto da Salvatore Lanno, fondatore de La Piccola Orchestra, si era svolta a Milano l’11 Maggio 2019. Era presente in quell’occasione la giuria presieduta dal giornalista Michele Cucuzza e composta dall’attore Carmelo Galati, la cantautrice Cassandra Raffaele e la scrittrice Alessandra Sala.

In quella serata furono premiati artisti provenienti da tutta Italia ed i giovanissimi studenti palermitani si classificarono al primo posto per la sezione poesia.

La scuola Rosolino Pilo che si trova a Palermo nel quartiere Oreto - Stazione - Guadagna, nei mesi scorsi aveva partecipato al Memorial Day insieme al SAP (Sindacato Autonomo di Polizia), scegliendo Peppino Impastato come vittima della mafia da ricordare. Gli studenti, insieme a Giovanni Impastato, visitarono a Cinisi Casa Memoria ed il simbolico percorso dei Cento Passi che dalla casa di Peppino arriva a quella che fu la casa del boss Tano Badalamenti, oggi bene confiscato alla mafia e sede della Biblioteca comunale. Questo importante incontro li aveva motivati a comporre la poesia, nella quale hanno raccontato la vita di Peppino, che poi è stata  inviata per partecipare al concorso.

“Bisogna partire dai bambini per sconfiggere la mafia”, questo è l’impegno quotidiano di tanti insegnanti che con passione si dedicano ai loro allievi cercando di coinvolgere anche le famiglie.

Dobbiamo cercare di spingere i bambini alla cultura della legalità e dell’impegno civile, come ha fatto Peppino che ha cominciato fin da piccolo facendo scelte importanti” - così ha detto Giovanni Impastato durante l’iniziativa del 12 giugno alla scuola Rosolino Pilo - “dobbiamo trasmettere a questi ragazzi il messaggio di quelle persone che con il loro sacrificio hanno cercato di costruire un Paese migliore, come i Giudici, Peppino e tanti altri che hanno lottato dal basso. Dobbiamo raccontare queste storie per fare memoria e coinvolgerli all’impegno civile”.

 

IL RICORDO DEL 9 MAGGIO

 

Classe E Scuola statale primaria R. Pilo, Palermo

 

Sono passati 40 anni dalla tua morte,

ma il nostro cuore per te batte ancora forte,

perché ci hai indicato la via della legalità,

per non piegarci all’abuso e all’omertà.

 

A cento passi abitavi dalla casa del mafioso

da tutti temuto e anche rispettato,

ma tu con il coraggio e con la dignità

lo hai guardato in faccia e hai scelto l’onestà.

 

Insieme a tuo fratello cento passi hai contato

e davanti alla sua porta ti sei presentato,

lo hai deriso, lo hai insultato,

Tano Seduto lo hai soprannominato

e questo oltraggio lui non ha sopportato.

 

Un capo, si sa, che non vuole esser sminuito,

la sua potenza deve essere acclarata.

“Prendetelo, punitelo” un giorno ha ordinato

così agli esplosivi sei stato legato.

 

Gli amici degli amici ti hanno ammazzato,

pensando: “Finalmente me ne sono liberato”!

Ma il tuo nome stai pur certo non sarà mai dimenticato.

perché da quel giorno col tuo orgoglio e il tuo coraggio

portiamo nel nostro cuore quel triste 9 maggio.

 

Attraverso la tua radio hai urlato il tuo NO,

convinto, deciso, ci hai insegnato che il coraggio tutto può.

Così nelle piazze e per le strade andiamo,

perché Peppino è grazie a te che siamo quel che siamo;

per non dimenticarti, per gridare il nostro NO

alla mafia, all’ingiustizia che mai io seguirò.

 

Il dolore della tua morte ci ha lasciato un segno,

ma ci dà anche la forza che ci spinge all’impegno.

 

E come ci hai insegnato, noi ci dobbiamo ribellare,

da adesso in poi, senza mai dimenticare,

prima che sia troppo tardi,

prima di abituarci alle loro facce,

dobbiamo estirpare il male, come si estirpano le erbacce.

 

Nella foto Giovanni Impastato con il premio consegnato ai bambini, un quadro raffigurante Peppino, realizzato da Evelin Costa, pittrice e socia di Casa Memoria.

 

Evelin Costa

Casa Memoria

 

Potete vedere il video dell'iniziativa cliccando qui

 

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2019  Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato