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"La mafia uccide, il silenzio pure."

La rotta dei poeti

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Vicini al ragazzo senegalese aggredito dai razzisti ed appello per far crescere solidarieta'

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Siamo molto preoccupati per il clima razzista di questi tempi e vogliamo impegnarci perché lo spirito di accoglienza prevalga e la voce di chi vuole solidarietà e umanità diventi un urlo molto più forte dei vili gesti violenti di chi cerca di costruire una società fondata sulla discriminazione e l’intolleranza.

Apprendiamo oggi di un episodio accaduto a Palermo nella notte fra sabato e domenica: un ragazzo di origini senegalesi è stato brutalmente picchiato in pieno centro da circa trenta coetanei che lo hanno accerchiato insultandolo per il colore della sua pelle, colpendolo ripetutamente.

A segnalare l’episodio sui social un palermitano, che ha voluto denunciare anche l’indifferenza dei tanti presenti. Solo due ragazzi infatti sono intervenuti chiamando la polizia e mettendo così in fuga gli aggressori. Il ragazzo con la faccia sanguinante è stato portato in ospedale.

Non si può sopportare il crescente razzismo, bisogna reagire e costruire un clima diverso. Non possiamo restare zitti davanti agli insulti e all’odio che ogni giorno leggiamo sui social e che rischiamo di ascoltare e osservare anche nelle nostre strade. Nessuno può sentirsi tranquillo, perché l’odio quando si propaga colpisce indiscriminatamente: può essere odio razzista, può essere omotransfobia, può essere contro le donne, contro i disabili, bullismo, cyberbullismo etc, nessuno può sentirsi non coinvolto ed ogni persona dovrebbe impegnarsi per la libertà ed il rispetto di tutti/e e delle diversità.

Non ci sono giustificazioni, la paura non può essere una scusa, in questi giorni abbiamo letto persino di atti razzisti nei confronti di cittadini di origine cinese che vivono in Italia a causa della fobia del coronavirus, addirittura alcuni studenti sono stati colpiti da sassi perché cinesi. Questa non è paura, questa è incultura, violenza, mancanza di solidarietà anche in momenti di emergenza, quando tra esseri umani dovremmo supportarci, sostenerci e non restare indifferenti.

Il giovane ragazzo palermitano/senegalese vittima del pestaggio, rispondendo sui social, ha scritto che considera ancora Palermo una città bellissima, accogliente ed antirazzista, dove ha trovato belle persone e dove lui si trova bene, ha affermato che i razzisti sono pochi e lui per questo vuole rimanere a Palermo, la sua città.

Quindi l’appello a tutti gli antirazzisti e solidali è di unirsi per costruire e far prevalere lo spirito umanitario; sono tante le realtà che ogni giorno lo fanno, che si impegnano dal basso per una società migliore, antirazzista, antifascista, auspichiamo che la società civile sostenga queste realtà e le supporti e che questa voce diventi sempre più forte.

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