A 45 anni dalla sua scomparsa ricordiamo Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi artisti e intellettuali del XX secolo. Fu ucciso il 2 Novembre del 1975, questo omicidio presenta ancora tanti punti oscuri. Peppino Impastato quando seppe dalla TV della sua morte, lanciò una scarpa verso lo schermo, moriva un grande punto di riferimento per lui. E con lui è morto un pensiero libero, audace, controcorrente, provocatorio e coraggioso.

Lo salutiamo con questa sua poesia:

 

Gli italiani

 

L’intelligenza non avrà mai peso, mai

nel giudizio di questa pubblica opinione.

Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,

un giudizio netto, interamente indignato:

irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

di questo popolo ormai dissociato

da secoli, la cui soave saggezza

gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –

alzare la mia sola puerile voce –

non ha più senso: la viltà avvezza

a vedere morire nel modo più atroce

gli altri, nella più strana indifferenza.

Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

Pier Paolo Pasolini

 

Nella foto in basso Giovanni Impastato a Casa Memoria accanto al manifesto dedicato a Pasolini

mde

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