Dopo meno di un anno dalla magnifica esperienza residenza letteraria legata alla scrittura di impegno civile è nato un libro molto speciale, l’antologia intitolata “Scrivere di mafia”.

A gennaio dello scorso anno sei giovani scrittori e scrittrici hanno partecipato alla residenza letteraria  lanciata da Navarra Editore, grazie al sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Per chi crea” (Bando 2 – Residenze artistiche).

La residenza e le attività formative si sono svolte simbolicamente a Cinisi in due beni confiscati alla mafia: l’EcoVillaggio Fiori di Campo e l’ex casa Badalamenti, con la collaborazione della Cooperativa Sociale Libera-Mente Onlus e dell’associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato. Tra i docenti incontrati dai ragazzi: Claudio Fava, Giovanni Impastato, Alessandro Chiolo, Franco Nicastro, Ottavio Navarra, Masha Sergio, Antonio Lo Vascio, Gianmauro Costa, Stefania Pellegrini, Anna Maria Piccione, Marco Rizzo, Gisella Modica. Hanno ascoltato le testimonianze di: Umberto Santino, Luisa Impastato, Giacomo Randazzo, Pino Manzella, Graziella Accetta, Amico Dolci, Giovanni Paparcuri, Attilio Bolzoni, Francesco Accordino, Felicia Vitale Impastato e dei giovanissimi giornalisti e guide di Casa Memoria e Radio Aut Young.

Tra le varie uscite, la visita a Portella della Ginestra ad omaggiare le vittime della strage di mafia e Stato del 1 Maggio del 1947.

Da quei giorni intensi, ricchi di emozioni, riflessioni, momenti di socialità e confronto, i giovani scrittori scegliendo toni diversi e modalità narrative proprie – dalla fantascienza al noir, dal monologo teatrale al racconto – sono entrati nel mondo della mafia analizzandone i meccanismi più profondi.

Vincenzo Cascone sceglie la favola allegorica tra fantascienza e fantapolitica e vola fin sullo Zodiaco per raccontarci “La memoria del Porcospino”; Davide Guarcello, con “Servizi deviati. Una killer all’ombra delle stragi”, compone un noir in bilico tra realtà e finzione e riprende la “leggenda” della misteriosa killer donna che sarebbe stata dietro alcuni illustri omicidi nella Sicilia degli anni ’80; Sophie Fiesoli si cimenta nella ricostruzione di uno spaccato di vita criminale nella zona portuale di “Livorno”; in “Il vicino” Francesca Maruccia immagina la quotidianità tipica di un latitante, tra ironia e casualità; Lorenzo Ongaro in “Matteo, la mafia e me”, un testo a metà tra il monologo comico e una strana seduta di terapia, sviscera le ossessioni di chi non chiude occhio pensando alle sorti di Messina Denaro; infine Giulia Zeno, in “Segni particolari: nessuno”, inscena un dramma familiare ambientato nella Sicilia di un prossimo ipotetico futuro, in cui la piccola di casa scopre un segreto che lascia senza fiato.

Per tutti noi di Casa Memoria Impastato questa esperienza è stata molto importante, ci ha dato la possibilità di conoscere questi giovani autori e autrici con cui si è instaurato un legame umano e ideale che continua ancora. Abbiamo lavorato con grande piacere ed impegno con le altre realtà a partire da Navarra Editore che ha ideato il progetto e con cui da anni collaboriamo.

Il libro Scrivere di mafia si trova in tutte le librerie ed online qui.

 

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