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"La mafia uccide, il silenzio pure."

La rotta dei poeti

    • Un passo che non trema

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Due giornate formative nelle scuole

scuolacinisi

 

“Mafia e tutela dei diritti” è il titolo delle iniziative organizzate da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato negli istituti scolastici di Cinisi e Terrasini

“Mafia e tutela dei diritti” è il titolo delle giornate formative svoltasi all'interno dell'Auditorium Peppino Impastato dell'Istituto Comprensivo Statale di Cinisi, svoltesi il 10 novembre, e all’interno dell’ Auditorium dell’Istituto Giovanni XXIII di Terrasini, il 12 novembre, che hanno coinvolto i ragazzi di tutte le terze classi di tutte e due gli istituti.
Le iniziative sono state caratterizzate da attenzione, curiosità e partecipazione da parte dei giovani adolescenti e del corpo docente.
Ad aprire e organizzare la giornata formativa sia per Cinisi che Terrasini è stata Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato ONLUS che da qualche anno tesse reti con le istituzioni scolastiche del comprensorio, attraverso progetti formativi, non ultimo quello proposto quest'anno, dal titolo “Azioni di legalità” destinato agli istituti scolastici di Cinisi, Terrasini e Carini con l’obiettivo di permettere ai ragazzi di far muover i primi passi sull'analisi del fenomeno mafioso e delle sue degenerazioni, scoprendo i luoghi della memoria, legati alla figura di Peppino Impastato e delle tante vittime di mafia che rappresentano oggi dei punti saldi della storia dell'Antimafia.
A tal proposito, l’esperto Daniele Marannano , co-fondatore di Addio Pizzo, ha parlato del fenomeno estorsivo, partendo dai soggetti e dalle modalità di collaborazione, per la prevenzione e il contrasto al fenomeno, e dagli strumenti normativi e finanziari per le vittime di estorsione, sottolineando l’importanza del ruolo dei cittadini a fianco a chi denuncia. Marannano ha poi parlato dell'esperienza di Addio Pizzo, del consumo critico antiraket, mostrando il materiale documentaristico prodotto dall'associazione fin dalla sua nascita, passando poi per l’analisi di alcuni casi di denuncia maturati sul territorio, come la testimonianza diretta dell'imprenditore edile Gullo di Monreale, a Cinisi, e dell’imprenditore Santi Palazzolo, a Terrasini. Entrambi con coraggio e senza esitare hanno denunciato coloro che, con minacce e prepotenza, voleva estorcere denaro alla loro impresa.
Per finire, i ragazzi hanno potuto assistere alla video-intervista sulla storia di Addio Pizzo.
“Parlare con i più piccoli - dice, con emozione, Daniele Marannano- che sono sempre espressione di genuinità, è un arricchimento, con loro ci si confronta senza pregiudizi e retro pensiero, cosa che, purtroppo, non si può fare con le generazioni più adulte. Con questo spirito stamattina si è svolto l'incontro alla scuola Meli dove non si è parlato di eroi ma di cittadini e cittadinanza, fondamentali per superare malcostume, illegalità diffusa e criminalità organizzata.”

santi

 

Forte ed emozionante, anche la testimonianza del pasticcere Santi Palazzolo che ci ha inviato queste parole.
Per due motivi ho accolto con molto piacere l'invito di Cristina, responsabile di Casa Memoria, a incontrare i ragazzi della scuola media di Terrasini.Il primo è perché sono fermamente convinto che i giovani siano i portatori sani di una nuova coscienza civica e a essi dobbiamo prestare sempre più attenzione. Il secondo motivo è perché i miei figli hanno avuto un ruolo importante nella mia vicenda, e quindi mi presento a loro non come imprenditore ma come genitore.
La vicenda che mi vede vittima di una richiesta di pizzo è importante e ha dei risvolti inquietanti perché siamo di fronte non a un ricatto perpetrato da mafiosi nel senso più conosciuto del termine, ma siamo di fronte ad un tipo diverso di fenomeno mafioso. Siamo di fronte a individui che hanno una doppia faccia, da un lato l'immagine di una persona per bene che vive in modo attivo l'impegno nella lotta al racket, dall'altro quella di una persona avvezza a comportamenti di tipico stampo mafioso.
Parlare con i ragazzi e spiegare loro che non abbiamo bisogno di etichette per distinguerci tra “buoni” o “cattivi”, è stato molto importante perché oggi più che mai occorre una coscienza civica "normale" in cui tutti sono chiamati a fare la loro parte tutti i giorni, nelle cose di tutti i giorni. Dobbiamo abbandonare l'idea che tutto si possa ricondurre al concetto di legalità ma semmai dobbiamo tutti focalizzare la nostra attenzione sul concetto di "Responsabilità" .
Mi auguro che questo tipo di confronto possa essere sempre più esteso e partecipato verso i nostri giovani e colgo l'occasione di ringraziare Casa Memoria per l'impegno nel promuovere tutto ciò.

Cogliamo questa costruttiva occasione, dunque, per ringraziare la preside dell'istituto, Benedetta Lidia Bartolotta e la professoressa Gemma Cammilleri, il vice preside Alberto Cipolla e i suoi collaboratori, per aver accolto fin da subito le nostre proposte con spirito di apertura al mondo dell'associazionismo.
Le iniziative di questi giorni rappresentano il proseguimento di un percorso condiviso e coincidono con la prima fase di un progetto che ci porterà, durante tutto l'anno scolastico, a incontrare, scoprire e approfondire fatti sociali legati ai valori di giustizia, equità sociale, legalità, partecipazione attiva e memoria storica.

Cristina Cucinella

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