Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi e esperienza dei lettori. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

logotype

"La mafia uccide, il silenzio pure."

La rotta dei poeti

    • Un passo che non trema

      La Rotta dei Poeti racconta la storia di Movimento Tellurico, un’associazione in cammino per la...

Newsletter

Iscriviti e rimani aggiornato

Eventi

Gennaio 2018
D L M M G V S
31 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3

Facebook



Partner

Viaggio nella Memoria di Peppino

09 04 03 girotondo 09

Pubblichiamo volentieri, il contributo e l'emozione  dl Francesca Badalamenti, una giovane ragazza in visita a Casa Memoria.

Ore 11:00 Cinisi La porta socchiusa ci lascia intendere che l’invito ad entrare è rivolto a tutti, nessuno escluso; l’invito alla memoria. “Casa memoria” proprio da questo tacito invito prende il nome la casa che ha visto crescere Peppino Impastato, è lì che lui ha passato gli anni della sua adolescenza ed è lì che ha vissuto i primi scontri con la sua famiglia. Un giovane come gli altri ma sicuramente diverso dagli altri, aveva qualcosa in più, basta fare un giro per le stanze di casa sua per sentire le emozioni che sentiva lui, per constatare sulla propria pelle quale fosse la vita di Peppino. Non immaginate che la sua vita girasse soltanto intorno alla lotta contro la mafia, quello era un punto cardine che ruotava intorno a mille altre passioni; quella per la musica, per la cultura.. Centinaia di libri raccolti a poco a poco, politica, filosofia, storia! Era anche questo il mondo di Peppino!

Appena entrati dentro casa la prima cosa visibile sono i pannelli con le foto. Saltano all’occhio, le foto di un passato che, per fortuna, non è ancora passato. Grazie a queste foto ripercorriamo l’intera esistenza di Peppino e di Felicia, sua madre, che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia e alla lotta per la sopravvivenza del ricordo delle azioni del figlio. Sorrisi rubati al tempo e impressi su carta ci lasciano immaginare come dovesse essere vivere a Cinisi negli anni ’70! A Peppino piaceva far divertire i ragazzi, in quegli anni aveva anche organizzato un “Carnevale alternativo”.

Giovanni Impastato ci accompagna in questo viaggio lungo la storia di Peppino: «Ogni sera il circolo “Musica e cultura” era pieno di gente! Anche se non c’era nulla di organizzato, tutti si radunavano, bastava stare insieme».

E’ il ritratto di un ragazzo a cui piace stare in mezzo alla gente, al quale piace condividere le sue passioni, che siano politiche o culturali. Grazie a lui molti giovani del paese riuscirono a focalizzare le proprie forze sulle loro passioni, perché Peppino credeva in loro. Fonda anche “Radio Aut”, nella quale lui e un gruppo di amici si riunivano e organizzavano l’informazione, quella vera! Quella priva di ogni censura!

Nella ricostruzione della stanza di Peppino, tutto è rimasto come allora, un giradischi con i suoi dischi preferiti: Luigi Tenco, De Andrè, Bob Dylan, la sua macchina da scrivere e la sua macchina fotografica, troviamo anche i tre libri che lui teneva sempre sul comodino, accanto al suo letto, tra questi c’è anche quello che lui stava leggendo prima di morire, “La Scomparsa di Ettore Majorana” di Leonardo Sciascia. Non ha mai finito di leggerlo, non ha mai finito di fare molte cose, ma soprattutto, per mano mafiosa, non ha più potuto vivere la sua vita.

Il capitolo più triste del mio viaggio all’interno della sua vita comincia con una foto, quella di un binario vuoto sul quale giace un fiore, tutto sotto un cielo azzurro e calmo, immagine della quiete. Su quel binario la vita di Peppino si è spenta e con essa probabilmente le speranze di molti, allo stesso tempo però per altri quell’istante ha segnato l’inizio e un proposito nasceva nei loro cuori: Nessuno avrebbe dovuto dimenticare la storia di Peppino!

Gli Studenti universitari a Palermo vanno in Rivolta.

Felicia caccia i parenti mafiosi fuori dalla sua vita.

Più o meno 275 compaesani di Peppino, lo eleggono simbolicamente come consigliere comunale. Prima di morire, infatti, Peppino si era candidato insieme al neo partito del quale faceva parte (Democrazia Proletaria).

Il fratello Giovanni ci spiega tutto con una minuziosità e con il chiaro e visibile affetto di un fratello al quale è venuta a mancare una figura di riferimento troppo presto, un ingiustizia non facile da digerire che lo porta a seguire le orme della madre nella diffusione della storia e delle iniziative di Peppino, non solo in Sicilia ma in tutta Italia. Niente per loro è stato semplice, frutto di tanta fatica ma anche di innumerevoli soddisfazioni.

Cento passi però separano la nostra Casa Memoria da quella che è la casa che rappresenta un altro tipo di memoria, la memoria negativa di un intera nazione. La casa di Badalamenti, mandante dell’assassinio di Peppino. Confiscata alla mafia e affidata nelle mani dell’Associazione Casa Memoria nel 2010, una casa spoglia che mi ha personalmente trasmesso soltanto una presenza fredda e negativa, enorme ma vuota! Un po’ come le vite delle persone che bazzicavano all’interno di essa durante quel periodo, gente con troppo potere ma completamente vuota dal punto di vista umano.

Ore 13:30

Spegniamo le luci di Casa Memoria, scendiamo le scale ma qualcosa si è acceso in noi, è la luce di quella speranza che oggi abbiamo alimentato facendo un tuffo nel passato nella storia di colui che è stato un “pazzo” si… ma un Pazzo da Imitare! Molte, troppe cose non vi ho detto e non vi ho saputo comunicare, per questo motivo vi invito a bussare a quella porta e a testare sulla vostra pelle le emozioni ancora vive dentro quelle mura. Ma soprattutto vi invito a non dimenticare!

«Tenete alta la testa e la schiena dritta». Felicia Impastato

 

Francesca Badalamenti

Commenti   

+1 #7 La voglia di tornareDario Chianesi 2013-12-27 21:47
Dopo un racconto del genere viene veramente la voglia di ritornarci a Casa Memoria .L'ultima volta che ci sono stato,per più di mezz'ora sono rimasto fermo davanti alla stanza di Peppino che mi ha riportato a rivivere le emozioni di quel periodo.complim enti per questo grande capolavoro che siete riusciti a costruire.
Citazione
+2 #6 Lo slendore e lo squalloreV.Senese. Bari 2013-12-26 08:43
Dallo splendore di Casa Memoria si percorrono I Cento Passi,ben evidenziati dai mattoni -Pietre d'Inciampo,per poi entrare in una casa vuota dove lo squallore si respira pure nell'aria.La casa di Don Tano Badalamenti,il carnefice,il grande capo Tano Seduto,l'assass ino,mandante dell'omicidio di Peppino.
Citazione
+1 #5 Ci vediamo il 9 maggioMariella 2013-12-26 01:18
Francesca sei veramente brava,questo tuo racconto della tua visita a Casa Memoria ci ha emozionato tantissimo.Io e nostri amici non vediamo l'ora di venire a Cinisi per vivere la tua stessa emozione.Sicura mente il 9maggio. Un grazie alla famiglia Impastato e Buon Natale.
Citazione
+1 #4 ,la memoriaFranco 2013-12-24 20:09
Ciao Francesca,condi vido in pieno la tua emozione,molto bella la descrizione di Casa Memoria che tu hai fatto.Un invito a visitarla,speri amo presto. Buon Natale.
Citazione
+1 #3 Casa MemoriaGiorgio 2013-12-24 16:54
Difficilmente si riesce a descrivere l'emozione quando si entra a Casa Memoria.Tu cara Francesca ci sei riuscita.
Citazione
+1 #2 GRAZIETiziana Bonora 2013-12-23 13:42
Grazie Francesca per aver condiviso queste emozioni provate in Casa Memoria, così profonde e tenere!!! Mi ci ritrovo, le sento VIVE. Spero di avere anch'io, a maggio, l'onore di varcare quella porta. Cerchiamo insieme di dare forma, mani, gambe, cervello, cuore a queste emozioni nei luoghi in cui siamo chiamati a vivere ed operare, per onorare la memoria di Peppino con l'IMPEGNO per la giustizia e per la bellezza. TESTA ALTA e SCHIENA DRITTA!Mi piace!!!!!Grand e Felicia! BUONE FESTE anche a Sebastiano e a tutti i frequentatori del sito.
Citazione
+1 #1 ricordiamoci di ricordare per sempresebastiano 2013-12-22 08:10
cara francesca ti capisco e mi emoziono leggendo la tua esperienza io pure quando sono entrato per la prima volta a casa memoria all'epoca avevo 48 anni per me e' stata un'emozione fortissima anzi ,non mi vergogno a dirlo ho pure pianto,per me e' sempre un emozione forte quando entro a casa memoria ho quando incontro i compagni di peppino,o rivedo le sue foto,leggo i libri su di lui,o quando vedo il film i 100 passi,noi tutti dobbiamo trasmettere le idee ed il coraggio di peppino per non vanificare il suo sacrificio estremo e tutto il lavoro fatto fino ad oggi ed in futuro dei suoi compagni ciao francesca ed auguri di un sereno natale ed un felice anno nuovo,e speriamo che il nuovo anno porti tanta legalita' giustizia e tanto lavoro per i giovani,ciao.se bastiano Villafranca tirrena prov.messina
Citazione

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

2018  Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato